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Legale & Servizi ProfessionaliRisarcimento Decesso Medico

Sito custom, SEO e GEO: il canonical puntava a un indirizzo in 403

Sito costruito da zero in Astro per uno studio legale che segue i risarcimenti da decesso per errore medico: sequenza animata guidata dallo scroll, modulo in quattro passi con i vincoli GDPR come struttura e consenso preventivo. E la diagnosi che ha sbloccato l'indicizzazione: l'origine canonica dichiarata rispondeva 403.

403 → 200Origine canonica
0Terze parti senza consenso
Sito + SEO + GEOServizi
Risarcimento Decesso Medico
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1La sfida

Il cliente è uno studio legale che segue i risarcimenti per decesso da errore medico: chi cerca ha appena perso un familiare e vuole sapere tre cose, se ha diritto a qualcosa, entro quanto tempo e con quali prove. Il sito era online dal 2 settembre, ma non veniva letto. La baseline di Search Console al 16 settembre diceva tutto: zero clic, 54 impressioni, posizione media 35,3, due pagine indicizzate su sette. Tre pagine — il blog, la prima guida e la privacy policy — non erano posizionate male: non erano mai state scansionate, e il Controllo URL rispondeva «L'URL è sconosciuto a Google». In più c'era un vincolo che non si aggira: il modulo raccoglie dati relativi alla salute di una persona deceduta, categoria particolare ex art. 9 GDPR, con tutto quello che comporta su consensi, destinatari e strumenti di terze parti.

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2La soluzione

Il sito è stato costruito da zero in Astro: output statico e una sola route server per il modulo. La hero è una sequenza di 48 fotogrammi guidati dallo scroll e disegnati su canvas — non un video, perché su iOS lo scrub passa dal decoder e non garantisce il fotogramma esatto; su mobile cade sul poster statico, perché 300 KB per un effetto invisibile dietro la copy non si giustificano. Il modulo è in quattro passi e ha i vincoli di compliance come struttura: due checkbox distinte e non pre-spuntate, informativa e consenso esplicito ex art. 9.2.a, nessun dato clinico in querystring, invio a un endpoint nostro e non a un servizio terzo. Poi la parte che non si vedeva aprendo le pagine: l'origine canonica dichiarata era il dominio nudo, il cui record A punta a una cartella vuota che risponde 403, mentre l'host servito è quello con il www. Ogni pagina indicava come propria versione buona un indirizzo murato. Spostata l'origine su www.risarcimentodecessomedico.it, da lì discendono canonical, og:url, gli @id dei JSON-LD, sitemap, feed RSS e llms.txt.

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3I risultati

La correzione dell'origine canonica è l'intervento più importante e il meno visibile: prima un motore che seguiva la versione dichiarata trovava un muro, ora trova la pagina. Non si notava aprendo il sito, perché il sito funzionava. Sul resto abbiamo scelto di misurare invece di promettere: è aperto un registro di indicizzazione con la baseline del 16 settembre congelata, una riga per ogni intervento e le date in cui si torna a guardare. Nel frattempo è uscita una seconda guida su un cluster di query diverso, e le guide hanno i primi link interni veri: prima ne ricevevano uno solo, dal piè di pagina. Il consenso è preventivo e verificato: nessuna richiesta verso Google prima dell'«Accetta», e la categoria del caso non viene inviata a Google perché è un dato sanitario. La suite funzionale su browser reale passa 25 asserzioni su 25. Una precisazione doverosa: su un dominio di poche settimane e senza backlink le posizioni si ragionano in mesi. Quello che si consegna oggi è un sito tecnicamente corretto, un tracciamento lecito e un registro che dirà se ogni mossa ha funzionato.

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